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Più infezioni e batteri più resistenti: l’abuso di antibiotici è pericoloso.

antibiotici

Solo un uso prudente degli antibiotici può contribuire a fermare l’insorgenza dei batteri resistenti e a mantenere nel tempo l’efficacia degli antibiotici stessi. Servono consapevolezza e appropriatezza nella prescrizione, ma anche prevenzione, come strategia per ridurne l'abuso.

A ottobre 2019 un articolo de Il Sole 24 Ore intitolava “L’abuso di antibiotici come una bomba a orologeria: 2,4 milioni di morti al 2050”.


A riportare d'attualità gli allarmanti dati OCSE è stato l’attuale presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, che nel corso di un'audizione in commissione Affari sociali della Camera ha ribadito come la quota di infezioni sia cresciuta in Italia a una percentuale quasi doppia rispetto alla media OCSE.
L’articolo riportava che “circa 2,4 milioni di persone potrebbero perdere la vita in Europa, Nord America e Australia nel periodo 2015-2050, a causa dell'antibiotico-resistenza, una vera e propria bomba a orologeria pronta a esplodere in tutto il mondo. Ma sarebbero Italia, Grecia e Portogallo a collocarsi ai primi posti tra i Paesi dell'OCSE per i più alti tassi di decesso”. La quota di infezioni è infatti cresciuta in Italia a una percentuale quasi doppia rispetto alla media OCSE. (dal 17% del 2005 al 30% del 2015). Secondo gli ultimi dati potrebbero dunque moltiplicarsi, entro il 2050, i decessi (ne sono stimati 450mila) e i costi a carico della collettività (circa 13 miliardi) legati all'allungamento delle degenze in ospedale, eventuali invalidità e uso di farmaci diversi. Nel mirino c’è l'uso inappropriato e smodato degli antibiotici.
Se lo sviluppo e l’impiego degli antibiotici ha rivoluzionato l'approccio al trattamento e alla prevenzione di tante malattie infettive e infezioni ritenute in passato incurabili, oggi la comparsa di resistenze agli antibiotici è diventata più veloce dello sviluppo di nuove molecole. Come ha spiegato Scaccabarozzi, “Il problema non è legato agli antibiotici, ma all'uso inappropriato che se ne fa”. Attualmente sono in commercio 750 antimicrobici, “di cui 268 inseriti dall'OMS nella lista dei medicinali essenziali”. Dunque, l’antibiotico “non va demonizzato, ma usato sotto stretto controllo medico e in caso di effettiva necessità”. Nel frattempo è utile fare prevenzione, affrontare e diffondere il tema della resistenza agli antibiotici a partire dalla formazione/informazione nelle scuole.

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