Fico (Ficus Carica)

Fico (Ficus Carica)

Un dolce alleato dell’apparato digerente e non solo

DESCRIZIONE
Il fico comune (Ficus Carica L.) è una pianta tipica dei climi subtropicali temperati appartenente alla famiglia delle Moraceae. Il suo dolce frutto, il cosiddetto fico, è particolarmente apprezzato in tutto il mondo, sia secco che fresco.
In realtà i fichi sono delle infiorescenze in cui la polpa zuccherina e succulenta avvolge i veri frutti di aspetto granulare, denominati acheni. I fichi sono particolarmente interessanti dal punto di vista nutrizionale e vanno consumati a piena maturazione, in quanto solo in questo stadio risultano dotati di virtù digestive. Sono più calorici quando sono essiccati (il valore calorico di 100 g di fichi secchi è di 100 calorie, contro i 63 dei fichi freschi), ma anche più nutrienti: oltre alla presenza di calcio e altri minerali, contengono infatti un pool vitaminico rappresentato principalmente da vitamina A e C, tiamina (B1), riboflavina (B2) e niacina (B3). I fichi sono anche un’importante fonte di composti antiossidanti come polifenoli, flavonoidi e antociani.

IMPEGNI TERAPEUTICI TRADIZIONALI
I fichi sono adoperati da sempre per preparare sciroppi per la stipsi: l’alta percentuale di zuccheri e mucillagici richiama acqua all’interno del lume intestinale rendendo le feci più voluminose e morbide e stimolando la peristalsi (categoria dei lassativi osmotici).
La tradizione medica del passato consigliava inoltre l’uso di decotti di fichi essiccati da soli o in aggiunta a tisane pettorali in caso di infiammazioni delle vie respira-torie; tali decotti sono utili anche come emollienti per le pelli infiammate.

ALTRI IMPIEGHI TERAPEUTICI
Di particolare interesse sono le applicazioni del Ficus Carica L. in caso di turbe digestive. Il macerato glicerico che si ottiene dalle gemme fresche del fico mediante macerazione in una soluzione di acqua, alcol (30%) e glicerina viene utilizzato per favorire la digestione (è ricco di enzimi digestivi), per la sua azio-ne normalizzante sulla secrezione dei succhi gastrici e per regolare la motilità gastroduodenale (azione sulla peristalsi).
Il fico viene anche utilizzato in caso di colite spastica e sindrome del colon irritabile grazie alla sua azione antispasmodica e antinfiammatoria.
Il macerato glicerico è inoltre usato come ansiolitico e antistress. Questo utiliz-zo potrebbe trovage giustificazione nella sua capacità di modulare l’azione dei neurotrasmettitori noradrena-lina e serotonina.
Tale connubio d’azione fa sì che il gemmo-derivato sia un rimedio assai utile nei casi di manifestazioni psicosomati-che dell’ansia a carico dell’apparato digerente, quali l’esofagite da reflus-so e le gastriti nervose.

POSOLOGIA
30-50 gocce diluite in acqua, 15 minuti prima di pranzo e prima di cena per cicli di 2-3 mesi (20 giorni di trattamento e 10 di pausa).

TOLLERABILITÀ
L’utilizzo del Ficus Carica è considerato sicuro. Per donne in gravidanza o in allattamento e bambini si raccomanda di sentire il parere del medico.

 

A cura del dottor Andrea Caretto
ECampanini, Ficus Carica L. in Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Tecniche Nuove, 2022
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Coordinamento scientifico-editoriale: dott.ssa Marianna Giaccone